incontro - studio sinodo sui giovani

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“I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” 

Incontro -studio dei giovani di AC del documento preparatorio al prossimo sinodo sui giovani

di Antonella Castiello

Il 24 maggio 2017 i giovani dell'Azione Cattolica della diocesi di Capua si sono riuniti nella chiesa di San Pietro Apostolo di Santa Maria C.V. con Don Agostino Porreca, assistente diocesano per il settore Giovani. L’incontro è nato dall'esigenza dell'equipe diocesana di analizzare i punti salienti del documento preparatorio al prossimo sinodo su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Tale documento, definito “lineamenta”, si propone come una sorta di mappa che sarà completata solo alla fine del percorso sinodale. È insita, infatti, proprio nella parola “sinodo" l'idea del cammino. Risalendo all'etimologia greca del termine, il sinodo è un percorso condiviso: un sinodo sui giovani e con i giovani, un viaggio che li indirizzi ad accogliere la chiamata all'amore e alla vita in pienezza.

Il documento si articola in tre punti: la proposta di una lettura di fede nel mondo dei giovani, il discernimento come processo che conduce ognuno a scegliere la propria vocazione, e infine si mettono in risalto gli snodi principali di una pastorale giovanile vocazionale.

L'icona evangelica di riferimento è quella dell'apostolo Giovanni, il giovane che sceglie di seguire Gesù e che Gesù ama. Giovanni fu chiamato ad essere testimone della Passione e Resurrezione del suo Maestro e ne diede testimonianza alla comunità. Ci si è poi interrogati sul mondo dei giovani di oggi, caratterizzato sempre più da legami astratti e non dal contatto reale con l'altro. I luoghi di incontro cambiano: non più le piazze, ma le piattaforme virtuali, i social-network.

L’intento della Chiesa è quello di analizzare la pluralità dei mondi giovanili, interrogando tutti i giovani, soprattutto quelli lontani dalla Chiesa, i giovani che quotidianamente incrociamo nel mondo universitario, nell’ambito professionale o nel tempo libero, quei giovani che si sono allontanati o mai avvicinati al Signore. Vuole arrivare soprattutto a quei ragazzi che non sono impegnati né in un’attività di studio, né di formazione professionale, categoria che viene convenzionalmente denominata NEET (not in education, employment or training). Molti sono i giovani che si trovano disorientati, senza punti di riferimento. È necessario, quindi, fornire delle guide che sappiano incoraggiare, offrire sostegno, ma che soprattutto siano credibili e che si facciano in prima persona testimoni della vita cristiana.

Noi giovani, sempre più spesso tacciati di creare rapporti ad intermittenza, privi di legami duraturi, noi che siamo la generazione dell'“amore liquido", per dirla alla Bauman, dobbiamo donare agli altri ciò che Dio ha donato a noi: un amore solido e imperituro. Per compiere il percorso del discernimento, che conduce ad una scelta matura e consapevole, dobbiamo incarnare i tre verbi dell'Evangelii Gaudium,51: riconoscere, interpretare e scegliere. Dobbiamo imparare a saper riconoscere un'infinita varietà di desideri, emozioni. Dobbiamo imparare ad interpretare, cioè a cogliere l’origine e il senso delle emozioni provate e valutare se ci stanno orientando in una direzione costruttiva o meno. Dobbiamo essere i fautori di un cambiamento e ribaltare la logica del “si è sempre fatto così”. Seguendo il modello di Gesù che incontrava le persone del suo tempo, anche noi dobbiamo andare nelle periferie, ai margini della società.

Il nuovo stile pastorale è: uscire, vedere, chiamare.

Nell'azione pastorale non mancheranno momenti di silenzio, contemplazione, preghiera.

Ad ispirare i giovani sarà proprio la vita di Maria, che seppe comprendere la misteriosa volontà di Dio e si affidò a Lui.

Il documento si conclude con un questionario rivolto ai giovani, che servirà per la raccolta di elementi per la redazione dell’Instrumentum laboris. Si evidenzia, così, un cambiamento di rotta da parte della Chiesa: la volontà di comprendere a pieno il nostro mondo, cercando di cambiare i vecchi linguaggi. Un nuovo atteggiamento che si rifà al modello pedagogico di Don Lorenzo Milani, che potrebbe riassumersi nell' “I care” (mi prendo cura) attenta ai bisogni dei giovani e ai cambiamenti della società, una comunità che ha a cuore il nostro mondo.