STORIA DELLA DIOCESI

Storia della diocesi di Capua.

L’arcidiocesi di Capua, in passato Archidioecesis Capuana, è una delle sedi della Chiesa cattolica, suffraganea dell’Arcidiocesi di Napoli, appartenente alla Regione Ecclesiastica Campania. Il territorio dell’Arcidiocesi è suddiviso in 60 parrocchie, raggruppate in 7 foranie: Capua, Bellona, Tifatina, Marcianise, Santa Maria Capua Vetere, Basso Volturno e Macerata Campania. La Chiesa di Capua è, secondo la tradizione, una delle più antiche diocesi italiane, risalente a poco prima della metà del I secolo.

Vescovi

Ben 121 i Vescovi nella storia, da S.Prisco (42-66) a Salvatore Visco (insediatosi il 29 giugno di quest’anno). Nel 43 fu eletto vescovo Prisco, esule del Nord Africa ed uomo di grande santità, discepolo di S. Pietro,che predicò il Cristianesimo a Capua per la prima volta. E’ il suo nome che la tradizione popolare vuole a capo della lista dei vescovi di Capua. Altro titolare di questa sede vescovile fu Germano,che il papa Ormida mandò due volte a Costantinopoli per ristabilire l’unità con la chiesa Romana. Morì nel 540 e venne subito considerato Santo. Gli successe Vittore, un dotto esegeta.

Molto importante è la figura di Simmaco, vescovo dal 424 al 440. Tra gli altri vescovi, pressappoco tutti famosi per la loro cultura, vanno ricordati: nel 1200 M. Marino, discepolo di S. Tommaso d’Aquino, nel 1500 Filippo de Berilli, che soffrì “per amore della giustizia”, Fra Nicolò Schimberg, un insigne teologo; Cesare Costa, attivo riformatore del clero e colto canonista e gli Arcivescovi Roberto Bellarmino e Capecelatro, bibliotecari della Santa Romana Chiesa e autori di molti lavori. Tutti i vescovi di Capua avevano alcuni privilegi speciali; erano legati nati della Santa Sede, possedevano il diritto di ungere con l’Olio santo i principi di Capua, sottoscrivevano i loro diplomi con il minio o con il cinabro e autenticavano le loro bolle con il piombo. Nell’841, nel corso di una lotta di successione nel ducato, Radelchi I assoldò una banda di saraceni, contro Landone I, saccheggiando e distruggendo la città di Capua e costringendo la popolazione alla fuga, dapprima a Sicopoli, e dopo pochi anni, nell’856, su un’ansa del fiume Volturno, luogo dove aveva sede il porto fluviale romano di Casilinum. Così fu costituito un nuovo sito, la “Nuova Capua”, in cui i vescovi si trasferirono. Nel 966 Papa Giovanni XIII, che aveva trovato rifugio a Capua, elevò la sede al rango di Arcidiocesi Metropolitana, che ebbe come suffraganee Atina, Aquino, Caiazzo, Calvi,Carinola, Caserta, Fondi, Gaeta, Isernia, Sessa Aurunca, Sora, Teano e Venafro. In forza della bolla Quamquam Ecclesia di papa Giovanni Paolo II l’Arcidiocesi, nel 1979, perse la dignità di Metropolia divenendo suffraganea