La voce dei nonni - viaggio nella memoria

 

 

La voce dei nonni…Viaggio nella memoria

Sabato 7 maggio nel cortile del Seminario di Capua si è tenuta la Seconda Festa  ACR Adultissimi preparata insieme dai giovani e adulti di Azione Cattolica. Il tema di quest’anno è stato la memoria e i ragazzi sono stati invitati ad intervistare i nonni per recuperare i lori ricordi e le esperienze più significative. La memoria  è uno strumento fondamentale non solo per sviluppare la conoscenza, ma essa contribuisce a definire l’identità culturale di una comunità e anche di una famiglia. È grazie ai ricordi che sappiamo chi siamo, che siamo in grado di sviluppare una coscienza di noi stessi e di strutturare la nostra identità personale. La perdita di memoria, infatti, distrugge, spezza i legami con il passato, con le altre persone, con le cose e la propria interiorità. Il progetto “Il nonno racconta”, affidato ai Presidenti e ai Responsabili parrocchiali, ha avuto anche l’obiettivo di costruire un ponte tra le generazioni a partire dai ricordi e ha sollecitato a trascorrere del tempo con gli anziani, a vivere, attraverso il racconto, esperienze lontane ma portatrici di valori non datati. Dai racconti è venuto fuori lo spaccato di vita di una intera generazione: il corteggiamento, il fidanzamento, il matrimonio, i giochi, la guerra, il lavoro, l’emigrazione, le difficoltà economiche, il confronto con il presente… La festa è iniziata con il momento di preghiera animato da don Enzo Di Lillo che ha commentato il passo evangelico dell’incontro della Santa Famiglia con Simeone, l’anziano giusto che ha riconosciuto nel bambino il Messia atteso.

Simeone è il nonno che sa leggere i segni dei tempi e sa comprenderne  il mutamento, è l’uomo del discernimento. È colui che, nonostante sia ormai vecchio, non si lascia andare, anzi è capace di trovare le forze per attendere. Subito dopo nonni e ragazzi hanno intrapreso il gioco del viaggio attraverso varie città, in ognuna delle quali si doveva superare una prova: a Firenze rappresentare una scena della Divina Commedia, a Venezia riconoscere le maschere, a Napoli cantare una vecchia canzone in onore della Madonna…

 Per la premiazione la scelta è stata ardua perché i racconti sono stati tutti belli e la commissione, che ne doveva scegliere tre, ne ha premiati cinque: una giovanissima per i ritratti dei nonni e quattro per il racconto.

I primi due classificati hanno letto i loro lavori ed è stato un momento commovente. Angelo di Curti, 11 anni, ha raccontato di aver sognato la nonna defunta mentre raccoglieva la legna per cucinare e i fiori per la Madonna, mentre gli parlava dell’unico vestito buono lavato di mattina e indossato la sera, dell’abito da sposa da lei cucito. Ricorda i consigli della nonna che lo esorta a studiare e a costruirsi un futuro migliore del suo, anche se lei era contenta della sua vita. Si commuove quando parla dell’abbraccio e del bacio della nonna e del desiderio che questo sogno duri per sempre.

Molto bello anche il racconto di Clara di Casagiove quando riporta le parole della nonna: “La vita è stata semplice, che è diverso da facile: una vita vissuta nel quotidiano e fatta di piccole gioie”. La nonna le ha raccontato della casa troppo piccola per otto persone, delle bucce di fave e piselli bollite, della fame che rimaneva dopo ogni pasto e del grande affetto che riempiva lo stomaco; della prima bambola di porcellana e dell’amore fatto di sguardi… La conclusione di Clara è che non serve molto per vivere, basta l’amore, quello che dilata il cuore e porta a commuoversi.

Ai ragazzi è stata regalata una pergamena-ricordo e un libro, ai nonni un portafotografie per ricordare i giorni più belli. Dopo tanta commozione, c’è stato il momento conviviale e ciò che ci ha sorpreso è stato il fatto che, a festa terminata, tanti si sono ancora trattenuti per parlare e stare insieme.

Veramente basta poco per essere felici.