FESTA ACR - ADULTISSIMI 18 APRILE 2015

Gli adultissimi e i ragazzi, memoria e futuro

Sabato 18 aprile dalle 15,30 alle 19,00,si è tenuta presso il Seminarium Campanum in Capua la prima Festa Adultissimi-ACR. Hanno partecipato 40 Adultissimi e 150 ragazzi accompagnati dai loro educatori e responsabili. E’stato un momento non solo di festa, ma di tempo condiviso, di dialogo e di esperienze vissute insieme. Dopo l’accoglienza con canti e balli , c’è stata la preghiera guidata dal Vicario Generale,don Elpidio Lillo, che subito è entrato nello spirito dell’A.C.R. e ha fatto pregare i ragazzi con la gestualità,li ha sollecitati a cantare e ha spiegato che il segno dell’amore grande è quella delle braccia aperte, quello della croce, perché amare richiede, qualche volta, la capacità di soffrire. Ha parlato a tutti dell’incontro con Gesù che cambia la vita, la propria e quella degli altri. Si è messo dalla parte dei nonni, di coloro che hanno i capelli bianchi ed esperienze da raccontare. E’stata emozionante la preghiera dei nonni per i fanciulli e dei ragazzi per i nonni: si è formato un coro orante in cui ciascuno ha pregato per il bene dell’altro.

 

Sono iniziati, poi, i laboratori: Musica (fisarmonica e tinella), Cucina (pizze e taralli), Giochi antichi (marionette con i giornali, campana, telefono con barattoli), Scrittura creativa (giochi di parole, inventiamo una storia, componiamo una poesia). Terminate tali attività c’è stata la testimonianza di un’adultissima, Sandrina Piccirillo, della parrocchia di Portico. Ha parlato della sua esperienza in AC fin da bambina, del suo trasferimento negli Stati Uniti, dell’integrazione in un paese lontano e della compagnia e del legame mantenuto con l’associazione. Catturati dalla dolcezza e dalla semplicità delle parole di Sandrina, i bambini hanno ascoltato con grande attenzione, sia perché hanno scoperto la bellezza del racconto e del raccontarsi, sia perché i discorsi dei nonni hanno sempre qualcosa di speciale. A riprova di ciò hanno posto tante domande sull’AC di un tempo, sui giochi del passato, sulle difficoltà incontrate in America … Per ringraziare Sandrina e tutti gli adultissimi i ragazzi del laboratorio di scrittura hanno recitato una poesia sui nonni da loro composta e poi tutti ,appassionatamente, insieme a Giovanni Casertano e alla sua fisarmonica, abbiamo cantato “Oi vita, Oi vita mia”.

Alla fine momento di convivialità per gustare pizze e taralli preparati nel laboratorio e le cose buone portate dai gruppi parrocchiali.

E’ stato un bel momento che ha testimoniato ai ragazzi la fedeltà alla Chiesa e all’Associazione, la gioia dell’incoraggiamento di chi è più avanti negli anni e non è divenuto né lontano né indifferente.

E’ stata educativa la capacità degli adultissimi di rimettersi in gioco, di lavorare e giocare gomito a gomito, di trasmettere ciò che si sa come un dono e non come una lezione.

Tutto è andato per il meglio grazie alla sinergia e alla collaborazione dei settori che hanno lavorato insieme per la progettazione e la realizzazione dell’evento. La festa è riuscita proprio come il Settore Adulti l’aveva pensata: fare memoria insieme, cioè costruire con le persone un album associativo fatto di volti diversi, di passaggi essenziali della vita, di esperienze condivise. E’ stato un primo passo per la riscoperta della storia associativa ed ecclesiale locale, perché il recupero di un pezzo di memoria è un modo semplice per arrivare alla storia e al legame con l’AC Diocesana.

L’altro obiettivo, anch’esso raggiunto, era creare un ponte tra le generazioni perché, come dice papa Francesco, la società tende a scartare, ma la Chiesa e in questo caso l’AC ha sfidato tale mentalità con la gioia traboccante dell’abbraccio tra generazioni diverse. Alla festa, infatti, c’erano nonni, ragazzi, giovani, adulti e le famiglie, quando sono ritornate per riprendere i figli, sono state investite e coinvolte da questa atmosfera effervescente e serena. Come dice il Papa :” Un popolo che non si prende cura degli anziani, dei bambini e dei giovani non ha futuro, perché maltratta la memoria e la promessa”.

La festa ,dunque, è stata un successo, perché vogliamo imparare a seguire le tracce di chi ci ha preceduto, a confrontarci e a lasciare le nostre impronte.

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